Primarie online

candidati-primarie

Primarie online

Come si comunicano i candidati del centro sinistra

Partiamo dall’inizio.

Le primarie 2013 hanno finalmente preso una forma.
Nonostante le incertezze, i rinvii a giudizio, i giudizi del rinvio, la privacy, i litigi (ché se non è litigarello sappiamo come va a finire), le nuove regole e le vecchie storie, le primarie 2013 ci raccontano che l’Italia è Bene Comune (www.primarieitaliabenecomune.it/).
Nonostante l’appello altisonante “Riscrivi l’Italia”e il tentativo di proporre una carta di intenti, troppo lunga e troppo vaga per leggerla davvero, quel che salta immediatamente agli occhi dei flaneur del web sono i nomi dei candidati. Altra prova indiscutibile della rilevanza primaria, appunto, del personalismo dei candidati sul programma, che è inesistente.

E allora, lasciamo perdere i contenuti e andiamo ai candidati.

Siccome noi di Extragap siamo antisociali e un po’ nerd, non amiamo scrivere in modo sommario e superficiale di Cose Importanti (pratica un po’ diffusa nel mondo del web). Per questa ragione, vi proporremo una serie di post sulle primarie online che analizzeranno singolarmente tutti (si proprio tutti, beccatevi questa) gli aspetti di comunicazione che gli staff dei candidati hanno magistralmente studiato per orientarci al voto.

Il claim, ovvero “che significo io, hic et nunc?”

Il claim rappresenta l’ego politico del candidato, il che “significo io, qui e ora?”. E’ l’anima di una campagna di comunicazione politica, ne esprime il colore, i significati, le parole d’ordine. Il claim costruisce  un’immagine di mondo, un recinto di reciproche somiglianze, in cui potersi riconoscere con i propri simili.  E in questa morìa di contenuti, un claim azzeccato può essere in grado, se non di portare alla vittoria, di spostare significativamente opinioni e voti.

Bersani 2013. Il coraggio dell’Italia.
Per queste primarie il candidato del partito democratico decide di affidarsi (e rifugiarsi) nelle certezze. Un numero e un claim classico, abbastanza afono ma molto solenne, e il tricolore.
La scelta di usare un numero dopo il proprio nome non è per nulla banale, sembra confermare un futuro incerto, impaurito. 2013, noi ci saremo.
La frase che ne segue, invece, investe il claim di PierLuigi di un contrasto celebrativo, le parole hanno una cadenza solenne, immobile, sembrano scomodare una dimensione di sacralità in cui il concept centrale è il Coraggio.
Il coraggio dell’Italia di fare cosa, ordunque? I motivi sono facili da immaginare: il coraggio di sostenere il peso della crisi, del precariato, dei licenziamenti, di un’economia a testa in giù. In poche parole, come dice il buon Vinicio Capossela “se questa è la miseria mi ci tuffo con dignità da rey “. E andando un po’ più lontano, Bersani sembra quasi fare un apologize (ma come si dice in italiano?) per mettere le mani avanti rispetto alla scelta di aver portato i tecnici alla guida del Bel(?)paese. Noi abbiamo fatto scelte impopolari, certo, ma pur sempre scelte di Coraggio. Perché Noi abbiamo Coraggio. Il nostro coraggio è quello dell’Italia.

Cambiamo l’Italia Adesso
Il claim di Renzi, invece, ci regala un’istantaneità e una spontaneità che fa quasi tenerezza. Cambiamo – l’Italia- Adesso. Sembra di vederlo mentre sbatte i pugni impertinente sul tavolo, della politica. Ha qualcosa di una frase musicale, ritmata da battute vivaci e regolari. Ricorda uno di quegli slogan che si urlano nelle manifestazioni: giù – le mani – dalla Valsusa! (questa Renzi non l’avrebbe detta, d’accordo – si tratta di pubblicità subliminale, ne hanno diritto anche gli autori?).  I colori usati hanno un marcata fragranza d’oltreoceano che ci riporta drittti dritti alle campagne dei democratici negli Stati Uniti.
Il concept è il Cambiamento, Adesso: Change Now! Essendo il tema principale della sua candidatura e della sua carriera politica, il caro Matteo ci tiene a marcare la differenza tra il “nuovo”, che avanza e cambia adesso, e il vecchio. Che resta indietro. Nonostante questo però, andando oltre il claim e dando una sbirciatina al resto della campagna (che affronteremo nelle prossime puntate) questo nuovo ha un’aria sempre un po’ sbiadita, stantia. Da compito in classe scopiazzato agli amici a stelle e strisce.

#oppurevendola
Il caso del claim di Vendola è quanto meno singolare. Preceduto da #, #oppurevendola cinguetta il linguaggio di uno dei social più usati in politica, Twitter. Giovane, social oriented, facile da usare e riutilizzare, da prendere in giro.
Al centro del claim fattosi hashtag c’è il tema dell’alternativa. C’è il presente #oppurevendola. Ci sono i professori #oppurevendola. C’è la corruzione #oppurevendola. C’è la pizza #oppurevendola. Vado lì #oppurevengolà.
L’idea è interessante fino a quando non si trasforma nel suo contrario, diventando manierista, cosa che nei social non solo è possibile ma addirittura scontata. Non resta che pensare che sia stato studiato apposta per renderlo il più virale possibile(obiettivo raggiunto, tra l’altro). La criticità di questo hashtag è che diffonda viralmente scatole svuotate, rosse fuori bianche dentro, come dicono i napoletani. E a diffondere il vuoto a volte manca un po’ l’aria.
Tra l’altro: noi di Extragap, che siamo persone attente e sensibili, segnaliamo questo articolo  da Gilda 35 riguardo, anche qui, a scopiazzature magistrali.

Tabacci. Italia concreta.
Ecco, appunto. Bando alle ciance, andiamo al sodo. Un claim retrò, sembra la frase della nonna alla giovane nipotina sognatrice: “Io alla tua età avevo già 5 figli, quindi busa el cul”.
Se per altri candidati si sono affidati ai team di comunicazione più in voga del momento, Tabacci, che è uomo storico in tutti i sensi, ha raggiunto la pace dei sensi, fregandosene di queste inutili fregnacce sul messaggio, il concept, e i significati nascosti, e le metafore.
Italia concreta. E un logo che ricorda il centro di un tirassegno. Ma tempo al tempo, il realismo socialista di Tabacci è cosa seria e sfaccettata e la analizzeremo più avanti.

Laura Puppato. Per un’altra idea di mondo.
Giustamente essendo l’unica donna, Laura ha deciso di evidenziare la parola “altra”, dentro questo claim girotondino e da locandina anni ’90.
L’ambiente che si respira sul sito è altermondialista, da save the africa e anche qui la scelta di fare una campagna low cost salta subito all’occhio. Ma lascia quel retrogusto un po’ amaro di cose passate, una riflessione sulla purezza del messaggio, sguarnito dai vezzi e i lacciuoli delle teorie sulla comunicazione politica.

Questo post è stato originariamente pubblicato su Extragap di Marco Petrosillo 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...