Bauman: Il futuro non esiste, sta a voi inventarlo

images (2)Il sociologo incontra la modernità liquida a Meet the Media Guru (Milano). 

La rete non è solo uno strumento. E’ uno specchio, che assume i volti che vogliamo darle. Si plasma su di noi, sui nostri bisogni e le nostre paure.

Sembra essere questo il ritornello che accompagna l’intervento di Zygmunt Bauman al Teatro dal Verme, organizzato da Meet the Media Guru.

In una modernità liquida, che evita il diverso perché fonte di pericolo, che si rifugia nello stereotipo perché  rassicura e protegge dalle ansie del quotidiano, il rischio che Internet prenda possesso delle nostre vite è altissimo.
Zuckerberg, dice il sociologo, è riuscito a intercettare una domanda sociale che preme e forgia la società contemporanea: il bisogno di “essere visti” e di non sentirsi soli. Facebook è la metafora perfetta del nostro bisogno di gravitare in velocità dentro un presente continuo, in cui affermiamo la nostra identità sopra il collettivo. Un presente dentro il quale finalmente siamo “qualcuno”, perché il nostro presente non ammette l’anonimato. In cui l’incontro con l’altro è attutito da un cuscinetto morbido e non risulta più spaventoso, fonte di ansie.

“Le cose grandi richiedono pazienza” – dice Bauman – “La felicità non consiste nell’evitare le sofferenze ma nel viverle fino in fondo e nel superarle”. Troppo spesso, secondo il sociologo, si cancella con un click quello che ci fa male, con cui non vogliamo avere un conflitto. Troppo spesso evitiamo le strade lunghe e difficili, perché sono spaventose, perché richiedono molta tenacia, sofferenza e rinunce. E insieme alle difficoltà della vita offline, però, rischiamo di perderci anche la felicità. Che è una corsa che consuma l’ossigeno, una salita che fa battere forte il cuore.

Bauman mette in guardia dagli effetti collaterali di un uso “non alfabetizzato” della rete e dei socialmedia. Un utilizzo che rispecchia tanti altri aspetti della nostra modernità liquida, online e offline: la paura del diverso, la ricerca del benessere attraverso il simile, il bisogno di creare delle “zone di comfort” che addormentano il senso critico, la sofferenza.

“Non cercate la comodità” – non fatevi usare dalla rete. Usatela voi.

Alcuni articoli sull’argomento:

Bauman: “Il web promuove la democrazia. Finora, però, non ci sono risultati” da il Fatto Quotidiano
Zygmunt Bauman: “Il futuro non esiste, va creato” da Wired

E qui lo storify dell’evento, a cura di effecinque.org

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