#19o, protesta e identità digitali

Da diversi anni a questa parte, la preparazione ai cortei da parte delle forze dell’ordine e dei manifestanti si gioca a colpi di wifi e identità digitale.  E anche questo #19o sembra non essere da meno.

Poche ore prima dell’inizio della manifestazione a Roma dei movimenti e dei sindacati di base, le voci rispetto al blocco da parte della polizia delle zone di funzionamento della rete sui telefoni cellulari diventano sempre più insistenti. E più reali. Tant’è che su twitter, sui portali dei movimenti e dei centri sociali si fa strada una call-to-action che ci riporta in un attimo a Genova ’01. Quando, con lo stesso principio, si era espressamente rallentata o addirittura bloccata la possibilità di comunicare da una parte all’ altra del corteo (anche se non è il tema di questo post, questi fatti ci ricordano quanto nel nostro paese siamo lontani dal concetto di democrazia, in nome dell’ “ordine pubblico”).

“Become your media, apri il tuo wifi”

Attacco e contrattacco. Prepararsi a non avere più alcuna forma di passaggio delle informazioni, significa esplorare la rete per inventare nuovi metodi di utilizzo della stessa.
Essere fianco a fianco ad un corteo significa prima di tutto condividere. Condividere un’idea di mondo, le pratiche di partecipazione, gli obiettivi che ci si pone. E se il “trasferimento dei dati” viene bloccato, occorre essere pronti a condividere anche il proprio wifi. Oltre a quello degli smartphone, da diversi account twitter si chiede ai romani stessi di aprire la rete di casa propria nel momento di passaggio del corteo.

Oltre al wifi, si chiede di condividere anche gli account twitter. Per retwittare gli avvenimenti più importanti. https://kealnnzq7gvqla3e.onion.to/#why

 

Autodifesa digitale

 

Tenere in mano una telecamera è un atto rivoluzionario, bisogna saperlo fare però. Questa affermazione vale a maggior ragione in occasioni come queste. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’identificazione dei manifestanti da parte della polizia avviene tramite foto postate su Facebook o altri socialmedia, telefoni controllati, video di Youtube. Magari caricati dagli stessi partecipanti al corteo.
Per contrastare il rischio di essere colpiti da fuoco amico, i milanesi del Cantiere  hanno preparato una vera e propria guida all’informazione dal basso e all’autodifesa della propria identità digitale.

Vuoi diventare mediattivista? Allora segui queste regole:

Difendi i tuoi dati
Inserisci sempre la password al tuo smartphone, sarà molto più difficile accedere ai tuoi dati

Utilizza un vecchio telefono
Gli smartphone possono tracciare tramite GPS i vostri spostamenti

Occhio agli interlocutori
In rete, gli interlocutori possono essere molti di più e diversi da quelli che credi di avere.

Le informazioni sono leggibili
Il gestore telefonico può leggere i tuoi dati

Il medium è il messaggio?

Ecco una serie di strumenti per non lasciare traccia quando si comunica in rete:

RedPhone e Textsecure
Permettono di effettuare chiamate e inviare SMS senza possibilità di essere intercettati

Surespot
Un sistema per utilizzare Messenger senza essere resistrati.

ObscuraCam
Un’app per modificare e oscurare i volti nelle fotografie.

Twitter via SMS
Un modo per utilizzare twitter senza dove avere uno smartphone.

 

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