Milano trema: arrivano i whistleblower

Nel capoluogo lombardo una piattaforma online contro la corruzione (anche se Expo non la vuole)

Immaginate che un dipendente pubblico possa segnalare di aver ricevuto proposte di mazzette, minacce, tentativi di manipolazione. Immaginate che possa farlo battendo i polpastrelli sulla tastiera del computer davanti ai suoi occhi, direttamente dalla scrivania del suo ufficio. Fate uno sforzo in più e immaginate che tutto questo possa essere fatto in forma anonima, criptata, impossibile da tracciare. E soprattutto, in Italia – paese in cui “la corruzione ha dimensioni intollerabili”, a detta del Guardasigilli Andrea Orlando.

Ebbene, da ieri lo sforzo di immaginazione non serve più. Almeno a Milano, dove il Sindaco Pisapia ha attivato una piattaforma interna all’amministrazione comunale in cui i dipendenti possono segnalare in modo del tutto anonimo atti, eventi o tentativi di corruzione.

Vengono chiamati “whistleblowing” gli informatori segreti che da qualche tempo fanno tremare le sedie dei palazzi governativi di tutto il mondo, e in particolare negli Stati Uniti. Il più famoso è Edward Snowden, l’ex tecnico della NSA (National Security Agency) che un bel giorno ha deciso di rivelare ad alcune testate e giornalisti, principalmente Glenn Greenwald del Guardian, i dettagli di alcuni programmi di sorveglianza di massa, come Prism (qui un articolo che spiega bene come funziona) e Tempora. Questi sistemi erano consideratifino ad allora più che segreti, dato che consentivano ai governi statunitensi e britannici di controllare giganteschi flussi di dati e metadati. Ovvero di spiare qualsiasi tipo di conversazione telefonica e di attività su internet, dalle chat ai download, dalla navigazione alle mail. Se volete approfondire il tema, vi suggerisco di leggere il resoconto di Fabio Chiusi, pubblicato da Valigia Blu, “Grazie Mr Snowden”.

 

Rifiutata da Expo, la piattaforma online del Comune di Milano è la prima a essere attivata in Italia.

Schermata 2015-01-21 alle 10.37.20da Il Fatto Quodiano del 13/10/2014 

 

Tra qualche tempo potremo capire se questo sistema rappresenti un’opportunità concreta per combattere la corruzione. Proprio in quei corridoi in cui la mazzetta abbandona le vesti di signora invisibile e si trasforma in carta odorosa, che passa agevole di mano in mano.

Per ora accontentiamoci del fatto che, comunque, potrà essere un bel deterrente.

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